Sulla siepe del giudizio,
tacciono soavi note innate.
Si ode nel bosco
in lontananza una voce,
che priva di armatura
si confonde con la natura.
L’ignoto che avvolge,
che nasconde e sussurra,
come un soffio di vento
di cui si ha a volte anche paura.
Il terreno è sottile
e si calpesta facilmente,
come le ombre del destino
che confondono la mente.
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